L’IMPORTANZA DI NON ESSERE UNA FASHION BLOGGER

Ogni giorno mi sveglio e so che dovrò affrontare una sfida durissima. Far capire che c’è una netta differenza tra la figura della consulente di immagine e quella della fashion blogger. Parlando di vestiti, donne e ultime tendenze, è infatti molto facile che l’incauto lettore pensi che le due figure siano praticamente speculari. Io non ho nulla contro le fashion blogger o aspiranti tali, semplicemente credo sia giusto che ognuno svolga al meglio il proprio mestiere. Farsi fotografare con qualsiasi cosa addosso le prime, insegnare cosa indossare per valorizzarsi al meglio le seconde.

fashion blogger

Dopo anni di attenta osservazione della specie, ecco a voi i sei punti che mi distinguono dall’essere una fashion blogger:

  • Ho più di trent’anni. E già questo sarebbe sufficiente perché le fashion blogger ne hanno a stento ventisei anche se ne dimostrano trentasei (fenomeno questo che ancora non riesco a spiegarmi, ma credo sia per la sovraesposizione al flash della macchina fotografica). Perché esiste una legge naturale studiata da Darwin per cui dopo i trenta, la specie non può evolversi (a parte Anna Dello Russo, ma lei, è una storia evolutiva a parte).
  • Ho i capelli corti, molto corti. E forse avrei dovuto metterlo in cima alla lista perché le fashion blogger hanno tutte i capelli lunghissimi. Possono cambiare ventidue sfumature di castano che i parrucchieri studiano di notte, ma quando si tratta di forbici, al massimo accorciano di un centimetro e poi scrivono “New look”. Che effettivamente il castano nocciola rispetto a quello Nutella è proprio un grande cambiamento.
  • Le foto che pubblico le faccio con l’autoscatto, o davanti ad una specchio e lo so che non sono bellissime. Alcune volte riesco a costringere un’amica a scattarmene qualcuna, il risultato è sicuramente migliore, ma ormai tutti quelli che mi conoscono appena vedono il cellulare scappano a gambe levate. Loro invece hanno un ragazzo pseudo eterosessuale al quale hanno impiantato una macchina fotografica al posto della mano (al San Raffaele di Milano dicono ci sia la lista di attesa per questo tipo di operazione), pronto a scattare, riprendere, postare tutto quello che indossano. Di questo ringrazia la Canon che negli ultimi anni ha avuto un aumento di vendite notevole.

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  • A proposito del punto sopra, quando pubblico una mia foto lo faccio cercando di spiegare perché ho indossato quel tipo di gonna o maglia (comprate da me) e a chi potrebbero stare bene. Non è solo puro esibizionismo e spero che questo messaggio sia arrivato a tutti. Loro si mettono tutto quello che le case di moda mandano, a prescindere che sia della loro taglia o no, e come didascalia ne segnalano i marchi (il più delle volte inaccessibili alla gente normo(economicamente)dotata). Ma sono sicura lo facciano perché la moda è fatta anche per sognare.
  • Io mangio tutti i giorni carboidrati e carne e dolci. E bevo anche il vino e la birra e i cocktails. Ho quindi una quarantadue tendente alla quarantaquattro. Ma devo pur dare del carburante a questo stanco (e sempre più prossimo al decadimento) corpo? Loro invece fotografano (sa solo Dio se poi mangeranno per davvero) insalatine, sushi e yogurt. E sono felici. La pasta è come il congiuntivo, da mettere in bocca il meno possibile e la pizza la usano come frisbee da lanciare al cane. Ah beata gioventù che indossa una trentotto pensando di essere grassa.

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  • Ultima, ma non per questo meno importante, io non smetto mai di imparare e di studiare. Tutti i giorni, tutti i libri, tutte le riviste che parlano di storia della moda, di vestiti, di tessuti, di proporzioni, di colori. E parlo con le persone, per capire i disagi che l’abbigliamento porta. Loro sono convinte che Chanel sia solo una borsetta e che scrivere la parola outfit più di quanto un concierge dica benvenuto, dia loro il diritto di definirsi it-girl o influencer. Nel peggiore dei casi, delle giornaliste di moda. Uccidetemi.

Ora, se leggendo questo post avete annuito almeno quattro volte su sei, siete pronte a navigare nelle torbide acque del web. In caso contrario rileggete e se avete dubbi non esitate a chiedere.

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consulente di immagine

Trentenne, milanese, portatrice sana di difetti e curve. Consulente di Immagine dalla nascita, mentre le coetanee leggevano Cioè, lei comprava vestiti per le sue Barbie. Amante del rosso, ne ha fatto il suo stile di vita. Senza rossetto si sente nuda, ama alla follia la sua carlina Dora ed è un’accumulatrice seriale di riviste di moda. Il suo motto è Eat, Wear, Love.